Bonus affitti ai separati: domande fino al 28 ottobre

14 OTTOBRE 2026

Dal 7 ottobre il MIT ha avviato ufficialmente la piattaforma per inviare entro le ore 12:00 di mercoledì 28 ottobre le domande del Bonus Affitti destinato ai genitori separati: 500 euro al mese che andranno a sostenere, almeno in parte, i costi di locazione di coloro che, separati o divorziati, hanno figli a carico entro i 21 anni e presentano un reddito imponibile, riscontrabile dall’ultima dichiarazione fiscale, non superiore ai 35.000 euro.

Bonus affitti ai separati: come fare domanda

La piattaforma presenta una prima pagina di approdo nella quale il richiedente dovrà dichiarare di avere (spuntandoli uno per uno) tutti i requisiti in regola ai fini della richiesta, dopodiché si verrà condotti alla pagina di accesso per l’avvio della procedura vera e propria tramite Spid o Cie. C’è da precisare che l’ordine cronologico con cui le domande verranno trasmesse non costituirà un vantaggio o uno svantaggio dato che il riconoscimento della prestazione scatterà a seguito di un punteggio accumulato sulla base delle specifiche condizioni del richiedente in cui anche la città di residenza potrebbe avere una sua incidenza.

Bonus affitti ai separati: qual è l’importo massimo

Il bonus affitti prevede anzitutto uno stanziamento di risorse annue pari a 20 milioni di euro (60 complessivi considerando il triennio 2026-28). A partire da questa base economica, il voucher che i singoli genitori potranno ottenere arriverà, a seconda dei casi, fino a un massimo di 6.000 euro annui (500 al mese appunto) per poter arrivare a coprire fino al 50% della spesa d’affitto.

Bonus affitti ai separati: tutti i requisiti che occorrono

Possono dunque richiedere il Bonus affitti i genitori separarti o divorziati che si trovino nelle seguenti condizioni:

  • essere residenti in un Comune italiano;
  • non essere assegnatari dell’abitazione familiare dopo la sentenza di separazione o divorzio;
  • non essere assegnatari di un’unità immobiliare di edilizia residenziale pubblica;
  • non essere proprietari di uno o più immobili ad uso residenziale nello stesso comune dell’abitazione familiare o
  • nei comuni limitrofi entro un raggio di 50 Km (ad eccezione della casa dell’ex coniuge);
  • essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
  • avere almeno un figlio a carico di età inferiore ai 21 anni;
  • avere un reddito individuale riscontrabile nell’ultima dichiarazione dei redditi fino a 35.000 euro.

Come accennavamo, lo stanziamento annuo di risorse pubbliche per il bonus ammonta a 20 milioni di euro. Muovendosi perciò in questo perimetro le assegnazioni prevedranno un scala gerarchica di priorità data da alcune variabili relative alla condizione del genitore:

  • numero di figli/figlie a carico di età inferiore a 21 anni;
  • eventuali disabilità;
  • eventuale stato di disoccupazione involontaria;
  • eventuale residenza in un Comune ad alta tensione abitativa.

 

Bonus affitti ai separati sulla base del reddito e non dell’ISEE

L’aspetto che risalta è certamente la scelta di individuare nella soglia reddituale pari a 35.000 euro anziché nell’ISEE (come solitamente avviene nei casi delle prestazioni di sostegno economico) il criterio di selezione per individuare la platea dei genitori aventi diritto. Così facendo si è voluto quindi spostare il punto focale dal grado di ricchezza collettiva del nucleo (valore ISEE) a quello individuale del reddito Irpef, dando forse troppo per scontato che il genitore separato viva in affitto da solo e non sia magari già convivente con un altro partner e magari con altri figli nati dalla nuova relazione. Questo per dire che a pari condizioni reddituali (35.000 euro), un genitore divorziato single e un altro genitore divorziato, ma convivente con un partner che abbia magari lo stesso reddito, se non superiore, potrebbero in teoria avere eguale diritto a ricevere il bonus.

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