Dal 2025 i bonus casa hanno un trattamento di riguardo per l’abitazione principale. Nel riassetto, infatti, che l’ultima manovra ha effettuato sull’intero comparto delle detrazioni applicate ai lavori edili, alcune ormai “storiche” come Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni, e un’altra un po’ più recente come il Sismabonus (che comunque ha già compiuto 5 anni), salta all’occhio la differenziazione di aliquota che in buona sostanza riserva uno sconto fiscale più generoso laddove gli interventi riguardino appunto l’immobile dove il beneficiario (possessore) dimora abitualmente.
Detrazioni casa 2025: aliquota più alta sull’abitazione principale
È questo un fatto del tutto inedito nella storia ormai ultra decennale dei bonus casa, visto che le aliquote, ossia la percentuale di detrazione spettante sul “monte” complessivo di spesa, sono sempre state uniformi a prescindere dalla tipologia del fabbricato su cui venivano eseguiti gli interventi. Fino al 31 dicembre 2024 sono infatti rimaste valide le aliquote al 50% per il Bonus Ristrutturazioni, al 65% per l’Ecobonus e infine le aliquote del Sismabonus differenziate al 75 o 85% in base all’incidenza dell’intervento e alla classe di rischio raggiunta dal fabbricato alla conclusione dei lavori. Quindi il criterio era quello di differenziare le aliquote a seconda del bonus richiesto, ma comunque, stando nell’ambito di uno specifico bonus, di mantenerle invariate su qualunque immobile oggetto di intervento.
Detrazioni casa 2025: aliquote trasversali su tutti i bonus
Dal 1° gennaio 2025 la “filosofia” cambia radicalmente. La manovra ha infatti uniformato e reso “trasversali” tutte le aliquote da un bonus all’altro, creando al tempo stesso questa nuova suddivisione tra le abitazioni principali, destinatarie di uno sconto al 50% che dal 2026 calerà al 36%, e tutti gli altri fabbricati (seconde/terze case, uffici, ecc) che nel 2025 avranno diritto a una detrazione “ristretta” al 36%, destinata poi a calare ulteriormente al 30% dal 2026. Se dunque ragioniamo per bonus e non per immobile, in fin dei conti dal 2025 una detrazione vale l’altra, sia che si facciano interventi di ristrutturazione,antisismici o energetici, perché tanto la doppia aliquota al 50-36% è uguale per tutti.
Più schematicamente allora:
- nel solo 2025, a fronte di un’aliquota standard al 36%, per le abitazioni principali i bonus fiscali salgono al 50%;
- nel biennio 2026-27, a fronte di un’aliquota standard al 30%, per le abitazioni principali i bonus fiscali saliranno al 36%.
Detrazioni casa 2025, bonus più alto sull’abitazione: a quali condizioni?
Dal 1° gennaio 2025 la “filosofia” cambia radicalmente. La manovra ha infatti uniformato e reso “trasversali” tutte le aliquote da un bonus all’altro, creando al tempo stesso questa nuova suddivisione tra le abitazioni principali, destinatarie di uno sconto al 50% che dal 2026 calerà al 36%, e tutti gli altri fabbricati (seconde/terze case, uffici, ecc) che nel 2025 avranno diritto a una detrazione “ristretta” al 36%, destinata poi a calare ulteriormente al 30% dal 2026. Se dunque ragioniamo per bonus e non per immobile, in fin dei conti dal 2025 una detrazione vale l’altra, sia che si facciano interventi di ristrutturazione,antisismici o energetici, perché tanto la doppia aliquota al 50-36% è uguale per tutti.
Non è tutto però, perché il legislatore, rispetto al passato, ha inserito alcuni paletti che delimitano in senso più restrittivo il concetto di “abitazione principale” in riferimento ai bonus casa. Affinché sia riconosciuta l’aliquota maggiorata, sono infatti previste delle condizioni specifiche in assenza delle quali le detrazioni potranno essere sì applicate ma nella loro formula standard. La maggiore detrazione al 50% (nel 2025) e al 36% (nel 26-27) potrà quindi essere applicata solo ai contribuenti che sono titolari sull’immobile di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento (vedi usufrutto, uso, abitazione). La restrizione agisce quindi su altri soggetti che pur effettuando dei lavori sull’immobile dove dimorano, dovranno comunque accontentarsi del bonus ridotto non essendone titolari veri e propri, vale a dire:
- i familiari conviventi del titolare dell’immobile (ad esempio la moglie che paga i lavori svolti sull’abitazione di proprietà del marito);
- oppure dei cosiddetti “detentori”, cioè gli affittuari o i comodatari.
Quanto infine alla condizione che sancisce l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale, quest’ultima va letta in senso più permissivo, nel senso che il fabbricato potrebbe anche non essere adibito ad abitazione nel momento in cui iniziano i lavori – ad esempio nel caso in cui si acquistasse un immobile da ristrutturare, se non da riedificare completamente –, l’importante però è che divenga abitazione quando i lavori finiscono.
Bonus Mobili 2025: valogono le stesse regole dell’anno scorso
Un’ultima considerazione la facciamo sul Bonus Mobili, che rappresenta una variante rispetto ai criteri finora illustrati. A differenza infatti delle altre detrazioni riformate dalla manovra, quella su arredi ed elettrodomestici mantiene come in passato la stessa aliquota al 50% (entro una spesa massima di 5.000 euro) per gli acquisti di beni destinati tanto all’abitazione principale quanto alle seconde o terze case.


