Doppio termine per opporsi alle spese mediche nel 730voro

30 GENNAIO 2026

Ancora un “week-end lungo” per dire di no alla precompilazione delle spese sanitarie sostenute nel 2025 sui 730/2026. Fino a lunedì 2 febbraio, infatti, i contribuenti possono esprimere il loro diniego all’inserimento delle spese sulla precompilata 2026 comunicandolo tramite l’apposito modulo all’Agenzia delle Entrate. Il termine ordinario sarebbe stato in realtà il 31 gennaio (come ogni anno); cadendo però il 31 di sabato, la scadenza slitta automaticamente al 2. In alternativa il diniego potrà essere espresso a partire dal 9 febbraio e fino al 9 marzo accedendo tramite SPID all’area riservata del Sistema Tessera Sanitaria.

Fughiamo subito il campo da dubbi o malintesi: esprimere adesso il diniego alla precompilazione delle spese non significa rinunciare poi alla detrazione di quelle stesse spese, che dunque potranno essere tranquillamente inserite in un secondo momento quando il modello sarà nella piena disponibilità del contribuente (se hai bisogno di aiuto per la dichiarazione, puoi già fissare un appuntamento con CAF ACLI). È ovvio, però, che l’inserimento a posteriori comporterà la modifica del precompilato, e di conseguenza la possibilità di verifiche da parte dell’AdE una volta che il modello sarà stato trasmesso.

La precompilazione delle spese sanitarie sostenute per ticket, visite specialistiche, farmaci e altre prestazioni mediche è resa possibile grazie al flusso informativo con il quale medici, farmacie, ospedali e gli altri soggetti tenuti all’adempimento, trasmettono ogni anno al Sistema TS i dati dei documenti fiscali (scontrini, ricevute e fatture) che rilasciano a pazienti o assistiti al momento del pagamento, informazioni che poi il STS – salvo appunto diniego da parte del contribuente – trasmetterà all’Agenzia per la predisposizione della dichiarazione precompilata.

Per l’esattezza il Fisco avrà a disposizione il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso, il codice fiscale o partita Iva, e la denominazione di chi eroga la prestazione, la data del documento, la tipologia e l’importo della spesa sostenuta presso:

  • Asl e aziende ospedaliere;
  • istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
  • policlinici universitari;
  • farmacie (pubbliche e private) e parafarmacie;
  • ambulatori specialistici;
  • strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa;
  • presidi e strutture accreditati e non accreditate al SSN per l’erogazione dei servizi sanitari;
  • gli iscritti agli albi di chirurghi e odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche/i, radiologi, ottici.

Quindi il contribuente, per far sì che l’Agenzia non inserisca nella precompilata tutte le spese sanitarie – o anche solo determinate spese – effettuate nel 2025, può richiederne entro il 2 febbraio la non precompilazione inviando questo modello alla mail opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it, oppure telefonando a un centro di assistenza multicanale (numero verde 800909696, 0697617689 da cellulare, +39 0645470468 dall’estero). Altrimenti dal 9 febbraio al 9 marzo 2026, accedendo con SPID o con tessera sanitaria al portale STS potrà consultare l’elenco delle spese e selezionare le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione alla precompilazione.

Vedi sezione completa ACLI